Accordo Pdl-Lega: via il contributo di solidarietà, iva invariata, ritocco alle pensioni

Si è concluso il vertice di maggioranza iniziato questa mattina ad Arcore. Pdl e Lega hanno ridisegnato alcuni punti della manovra economica. All'uscita nessuno dei partecipanti ha rilasciato dichiarazioni, solo Gasparri ha mostrato ai giornalisti presenti il pollice all'insù. Una nota del governo fa sapere che i provvedimenti sui tagli alla politica riguardano: dimezzamento del numero dei parlamentari; soppressione delle province quali enti statali e conferimento alle regioni delle relative competenze ordinamentali. Il decreto dovrà essere approvato nei tempi previsti e a saldi invariati
23 AGO 20
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Una nota del governo fa sapere che i provvedimenti sui tagli alla politica riguardano: dimezzamento del numero dei parlamentari; soppressione delle province quali enti statali e conferimento alle regioni delle relative competenze ordinamentali. Il decreto dovrà essere approvato nei tempi previsti e a saldi invariati con le seguenti principali modifiche: sostituzione dell'articolo della manovra relativo ai piccoli comuni con un nuovo testo che preveda l'obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall'anno 2013, il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri; riduzione dell'impatto della manovra per comuni, province, regioni e regioni a statuto speciale. Attribuzione agli enti territoriali di maggiori poteri e responsabilità nel contrasto all'evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate; sostituzione del contributo di solidarieta' con nuove misure fiscali finalizzate a eliminare l'abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive nonché riduzione delle misure di vantaggio fiscale alle società cooperative; contributo di solidarietà a carico dei membri del parlamento; mantenimento dell'attuale regime previdenziale già previsto per coloro che abbiano maturato quarant'anni di contributi con esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare che rimangono comunque utili ai fini del calcolo della pensione.

Sono più di mille i sindaci che hanno risposto all'appello dell'Anci per protestare contro i tagli agli enti locali previsti dalla manovra economica. Dopo una riunione congiunta, i primi cittadini si sono mossi in direzione di piazza della Scala a Milano per riunirsi a palazzo Marino, sede dell'amministrazione milanese e alle 15 hanno incontrato in prefettura il ministro dell'Interno Maroni. "Giù le mani dai comuni" è la bandiera della marcia dei sindaci. "Nella manovra del governo ci sono 270 milioni di tagli per Roma. Se non li tolgono andremo a protestare con disabili e Caritas davanti a Palazzo Chigi", ha detto Gianni Alemanno. Secondo il sindaco di Verona, Tosi: "Bisogna tagliare i costi dello stato centrale, cosa che finora non è mai stata fatta. I comuni non ce la fanno più, bisogna andare a prelevare laddove ce n'è". "Scendere in piazza è una scelta frutto di una responsabile e attenta riflessione compiuta da noi amministratori – ha osservato il primo cittadino partenopeo De Magistris – forse figlia anche delle ragioni storiche più recenti che hanno visto in passato gli enti locali ridotti al ruolo di ammortizzatori sociali e di parafulmine della politica economica nazionale e delle sue necessità di fare cassa, pur avendo contribuito solo per il 5 per cento al debito pubblico".

"La manovra è ingiusta e ingiustificata, soprattutto perché colpisce gli enti locali e i bisogni primari dei cittadini". Così il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che ha chiesto il ritiro della la manovra "per quanto riguarda la parte sugli enti comunali. Altri sono gli sprechi che possono essere tagliati".

Intanto prosegue il vertice di maggioranza a Villa San Martino di Arcore, a cui partecipano il premier Berlusconi, Alfano, Tremonti, Gasparri, Cicchitto; Bossi, Calderoli e Maroni in quota Lega. L'obiettivo è ricucire gli strappi dei giorni giorni scorsi e rieditare una manovra bis che metta d'accordo in primis Lega e Pdl. Al termine il Carroccio si riunirà in via Bellerio. Il Pd ha accolto con scetticismo l'incontro di Arcore: per il vicepresidente dell'assemblea Pd Marina Sereni "Non ci si può aspettare nessuna svolta".